“Non è che l'inizio – è la dichiarazione di Luca Ammendola, Responsabile di Azione Universitaria Brindisi. Non ci potevamo fermare dopo un giorno di protesta; la protesta sarà continuativa e critica se serve. Gli striscioni piccoli e grandi che abbiamo sparso nei poli universitari della città di Brindisi
ne sono la prova tangibile. Continueremo diritti per la nostra strada, coadiuvando l'odierno gesto simbolico con altre azioni più o meno dimostrative, non perdendo il nostro spirito che unisce la consapevolezza della necessità della riforma ad una visione critica della riforma stessa”.
La riforma, infatti, ancor prima di prendere piede su carta in maniera ufficiale si trova oggettivamente sotto attacco. Ma la protesta dei ragazzi di Azione Universitaria esce anche dalle porte dell'università.
“Non ci limiteremo a portare le campagne nazionali in terra di Brindisi ma combatteremo per la valorizzazione della nostra stessa Terra, partendo da questa mattina, con un sit-in nei pressi della centrale a carbone Federico II”, dichiara Stefano
Savoia vice-responsabile della struttura.
“Non è possibile rimanere chiusi nelle quattro mura dell'università – continua Ammendola - bisogna guardare la realtà provinciale di Brindisi, bisogna dare risposte ai cittadini, bisogna creare nuove sintesi culturali. Bisogna pensare a portare alla luce gli immensi ossimori di Cerano. Che si pensasse ai bisogni concreti della gente prima che alle giornate di studio e ai concerti”.
“Oltre i fumi e gli scarichi gli abitanti di Cerano si trovano in una situazione precaria in cui vengono ignorati dei bisogni primari – conclude Andrea Venerdì – infatti, non hanno accesso all'acqua potabile, quando a pochi metri nella centrale stessa è presente ed è fruibile. Questo va denunciato e noi protestiamo per ed insieme agli abitanti del posto. Le cose a Brindisi e nel brindisino possono e devono cambiare; noi ragazzi abbiamo titolo e diritto a decidere del nostro futuro”.
Comunicato Stampa Azione Universitaria - Brindisi