Grazie a tutti voi, amici noti e commentatori ignoti, per gli auguri e per esservi affacciati comunque in questa stanza. No, non si è trattato di vacanze strabilianti su un‘isola tropicale e bisognerebbe essere più prudenti nell’invidiare le vacanze dei professori: potrebbe trattarsi di una grandissima fregatura 
!!!. Più volgarmente…….. una piccola parte di quella “tredicesima fortunata” è stata scialacquata in “libreria”. Umane debolezze…..
Grazie a te Giacomo, per aver dato una sembianza vitale a questo blog taciturno, atarassico e anche distratto in questi ultimi giorni da un piacere represso troppo a lungo.
Si, tenere un libro in mano, leggere pagina dopo pagina parole nuove, è un piacere che spesso la quotidianità ci nega. E’ come un rapimento. Soprattutto quando ci si imbatte negli occhi inquieti di Margherite de Crayencour o nel furore ardente di Hiraoka Kimitake.
E adesso…..continuiamo! Anzi .. ricominciamo. Da dove? Non lo so! Questo nuovo anno e la Befana non hanno portato cambiamenti di rilievo…….. nel senso che questo blog continuerà ad essere quello di sempre. Rompi…..i ! Prendere o lasciare.
Va bene ricominciamo dagli Auguri! E non solo perché siamo all’inizio dell’anno. Dopo le notizie di questi ultimi giorni (terremoti, rapine, rifiuti prorogati, tasse regionali, PUG estinto, inflazione, ........…….) credo che ce ne sia davvero bisogno. Per Ceglie e per i cegliesi, residenti fuori o meno…….
Di certo non possono essere sottaciuti gli auguri del Sindaco alla città. Qualche giorno fa, a specifica domanda, così rispondeva: “L'augurio più sincero che mi sento di fare per il 2008 ai miei concittadini, residenti a Ceglie o fuori, è quello di poter godere di buona salute per poter affrontare con energia ed ottimismo le fatiche quotidiane e le difficoltà”.
La salute. La buona salute. Quella di cui avrebbe voluto continuare a godere anche Giuseppe L., 57 anni, cegliese, deceduto di buon mattino qualche settimana fa vicino al suo “carruzzin”. Colpa di un infarto. Con due ambulanze del locale “presidio ospedaliero” ….. fuori ........... per servizio. Coincidenze. Con il 118 che da Ostuni smista un’ambulanza… la quale non conoscendo i luoghi … si perde e si reca dai Vigili Urbani. Tanto tempo, troppo tempo. Giuseppe non poteva aspettare. Se ne andato vicino al suo “carruzzin”.
Del resto che pretendiamo. “Non si può fare demagogia: un aneurisma, un ictus, un infarto acuto richiedono interventi ben più specialistici di quelli che Ospedali come il nostro hanno assicurato nel passato o possono assicurare nd presente. A meno che non ci siano tante e tali risorse umane e finanziarie da sconvolgere ogni ragionevole previsione di piano.
O non si trasferisca, a Ceglie, il " Perrino" di Brindisi (ipotesi irreale !!! ) o, in subordine
ed almeno in parte, il "Camberlingo" di Francavilla Fontana, evento auspicabile ma
oggettivamente assai difficile da realizzare……………….” etc. etc.
Questo ed altro leggeremo nella risposta scritta del Sindaco all’interrogazione sul Pronto Soccorso presentata qualche tempo fa.
Un augurio del tutto speciale, poi va fatto al caro estinto …. Nel senso di PUG. Le note esilaranti riportate nello stesso articolo augurale…………(cfr Piazza Plebiscito) fanno a pugni con una realtà ben diversa.
Vedremo, invece, cosa dicono i verbali della Conferenza dei Servizi… carbonara…. tenutasi a Bari il 18 o il 20 Dicembre u.s.
Di tutto i più. Anche perché la Befana mi ha portato cenere e carboni. Allora .. avanti tutta con il sale e l'acido muriatico.
PS.: Dedicato al Sindaco di Ceglie Messapica e a coloro che mi volevano morto (nel senso di blog………….. ovviamente….).
…………… “Non cesserò mai di stupirmi che questa carne sostenuta dalle sue vertebre, questo
tronco congiunto alla testa dall’istmo del collo, con le sue membra simmetricamente disposte intorno, contengano e forse producano uno spirito che si serve dei miei occhi e dei movimenti per palpare… Ne conosco i limiti, e so che il tempo non gli mancherà per andar più lontano, e la forza, se per caso il tempo gli fosse concesso. […………….]
So che esso sbaglia, erra, interpreta spesso a torto la lezione che gli impartisce il mondo, ma so anche che porta in sé di che scoprire e talvolta rettificare i propri errori.[ ………………].
Sono capace di estrarre da questo tizzo che sollevo la nozione di peso e da queste fiamme la nozione di calore. So che non so quel che non so; invidio coloro che sapranno di più, ma so che anch’essi, come me, avranno da misurare, pesare, dedurre e diffidare delle deduzioni ottenute, stabilire nell’errore qual è la parte del vero e tener conto nel vero dell’eterna presenza di falso. Non mi sono mai ostinato su un’idea per timore dello smarrimento in cui cadrei senza di essa. Né ho mai condito di menzogne un fatto vero per rendermene la digestione più facile. Non ho mai deformato le opinioni dell’avversario per confutarle più facilmente [……………]. O piuttosto, sì: mi sono sorpreso a farlo, e ogni volta mi sono rimproverato come si sgrida un domestico disonesto, e ho ritrovato la fiducia solo dopo essermi ripromesso di far meglio. Ho avuto anch’io i miei sogni, e non gli attribuisco valore d’altro che di sogni. Mi sono guardato bene dal fare della verità un idolo; ho preferito lasciarle il nome più umile di esattezza. I miei trionfi e i miei pericoli non sono quelli che la gente s’immagina; ci sono altre glorie oltre la gloria e altri roghi oltre il rogo.
Sono quasi riuscito a diffidare delle parole. Morirò un po’ meno sciocco di come sono nato.
M. Yourcenar, L'opera al nero
Feltrinelli 2002